Dal 19 al 21 maggio eravamo a ViennaUP — il festival startup che trasforma l’intera capitale austriaca in un ecosistema vivo. Oltre 65 eventi, una domanda ricorrente: come si costruisce davvero l’innovazione?

C’è qualcosa di insolito in un festival che non ha un palco principale. ViennaUP non si svolge in un unico luogo: si distribuisce in tutta la città, trasformando Vienna in un hub startup vivo e respirante per cinque giorni. Ogni quartiere diventa una stazione di pensiero. Ogni edificio racconta qualcosa di diverso su come l’Europa sta provando a reinventare se stessa attraverso la tecnologia. I

Eravamo lì — e ne siamo tornati con più domande di quante ne portassimo. Il che, in fondo, è esattamente il risultato migliore che si possa sperare da una settimana così.

Tech Summit alla WKO

INella sede della Camera di Commercio Federale Austriaca (WKÖ) Vincenzo Filetti ha partecipato al Tech Summit. Tra i contributi più interessanti, quello di Muhlis Olcay, founder di Mazed AI, che ha tracciato l’evoluzione degli strumenti conversazionali — dai chatbot agli agenti vocali, fino ai multimodal agents — con una chiarezza che raramente si trova in questi contesti: tecnologia spiegata attraverso il problema che risolve, non attraverso le sue caratteristiche tecniche.

Sul fronte delle corporate ventures, Tamara Kosi ha affrontato il percorso dall’idea all’impatto nella costruzione e scaling di venture AI — un tema che tocca direttamente chi lavora a fianco di aziende in fase di trasformazione. Il panel dedicato alla crescita internazionale del fintech, con interventi di Artus Braekeveldt (Mastercard), Hacer Clobassa e Gerald Pollak di 3VC, ha messo a fuoco una questione concreta: cosa significa davvero passare da player locale a operatore globale, e quali sono le leve — regolatorie, di partnership, di posizionamento — che fanno la differenza.

Ha colpito anche la sessione dedicata alla leadership ad alte prestazioni, con Maximilian Graf, Sina Fuchs e Michael Holton Jr. — professionista con un passato nel basket NBA — insieme a Sebastian Kabas, responsabile marketing e sponsorship della federazione austriaca di canottaggio. Il titolo era “Business Athletes” e il punto era semplice ma efficace: le logiche della performance sportiva — disciplina, gestione della pressione, capacità di adattamento — traducono meglio di molti framework aziendali quello che serve per costruire organizzazioni resilienti.

Alla Funkhaus: quando la cultura è già innovazione

Se la WKO rappresentava la dimensione istituzionale e di business, la Funkhaus di Vienna era qualcos’altro. Per oltre cent’anni, il Funkhaus Wien è rimasto un punto di riferimento su Argentinierstraße: cuore della radiodiffusione austriaca, oggi è uno spazio culturale vivo, un luogo dove passato e futuro si incontrano. Qui si sono svolti i Creative Days Vienna, una (Un)Conference che ha esplorato come le creative industries possano ridisegnare le infrastrutture culturali e digitali. Sul palco voci come quella di Nadia Piet di AIxDesign, del collettivo Trust, e poi workshop, installazioni, una club night. Il tema di fondo: come le tecnologie digitali stanno trasformando l’esperienza culturale — con sguardi che arrivano dall’architettura, dal design, dal gaming, dalla moda, dalla musica e dalle arti visive.È difficile non notare il contrasto con la narrativa dominante sull’IA, quella che la racconta quasi esclusivamente come problema di produttività o di efficienza. Alla Funkhaus, l’intelligenza artificiale era una questione di linguaggio, di forma, di identità. Più scomoda. Più interessante.

Ciò che un festival decentralizzato insegna

ViennaUP è un luogo dove le idee non si limitano a nascere, ma scalano. È dove iniziano conversazioni che possono evolvere nella prossima storia di successo di una startup, in una svolta nella ricerca o in una partnership globale.

Ma la lezione più concreta, almeno per noi, era un’altra. Un festival che non ha un palco unico (con punti di contatto con la Rome Future Week) e , una metafora piuttosto efficace di quello che dovrebbe essere la comunicazione strategica nell’era digitale: non una trasmissione, ma una rete. Non un messaggio, ma una conversazione distribuita.

Siamo tornati da Vienna con qualche contatto nuovo, qualche idea da approfondire, e la conferma che i luoghi in cui si pensa contano quanto ciò che si pensa. Un’ex sede radiofonica e la Camera di Commercio austriaca, in fondo, non sono così distanti: entrambe parlano di come una comunità si racconta a se stessa e al mondo!

 

 

 

 

 

 

RATING DI LEGALITÀ

Abbiamo ottenuto da AGCM (Autorità garante della Concorrenza e del Mercato) l’attribuzione del Rating di Legalità, con un punteggio pari a ★★, a comprova del livello di attenzione all’etica e alla legalità della Società.

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