Abbiamo siglato un accordo di partnership con Handy Signs, startup innovativa di Roma che sviluppa soluzioni basate su intelligenza artificiale per abbattere le barriere comunicative e favorire l’inclusione.
Chi è Handy Signs e cosa fa
Handy Signs è una startup innovativa con sede a Roma, nata con una missione chiara: migliorare la comunicazione e promuovere l’inclusione attraverso soluzioni avanzate basate sull’IA.
Il progetto si muove in un ambito ad alto impatto sociale: abilitare interazioni più accessibili, riducendo gli ostacoli comunicativi e rendendo servizi e contenuti più fruibili.
Il percorso di Handy Signs è stato recentemente valorizzato anche dall’ecosistema dell’innovazione. In occasione dell’AI Festival 2026, la startup si è aggiudicata il Premio della Giuria nell’ambito della Startup Competition “AI for Future”, grazie alla propria soluzione orientata alla traduzione e mediazione tra LIS e italiano.
Perché questa partnership
Lavoriamo da tempo su progetti in cui innovazione e inclusione sono requisiti progettuali, non elementi accessori. In questo solco si colloca anche l’esperienza sviluppata per il Museo Archeologico di Teti, dove l’accessibilità è stata affrontata in modo strutturato, includendo anche contenuti in LIS per ampliare la fruizione a pubblici diversi.
La partnership con Handy Signs nasce quindi da una convergenza concreta: tecnologia come leva per l’accesso, e accesso come criterio di qualità dei servizi e della comunicazione.
Oltre alla partnership operativa, abbiamo anche avviato un percorso di mentorship con Handy Signs. Per noi significa mettere a disposizione metodo, visione e strumenti: dal go-to-market alla strutturazione del valore per stakeholder pubblici e privati, fino alla definizione di metriche e priorità di sviluppo.
Questo accordo è infine coerente anche con il nostro approccio alla sostenibilità (vedi report sostenibilità) con le linee guida che stiamo adottando sulla sostenibilità digitale della comunicazione. La UNI/PdR 187:2026 introduce un riferimento operativo che collega strategie e pratiche di comunicazione digitale a criteri di sostenibilità e coerenza con gli SDG dell’Agenda 2030.
In questo contesto, accessibilità e inclusione non sono “nice to have”, ma dimensioni strutturali di una comunicazione responsabile, progettata per essere realmente fruibile.
Credits foto: sito web Handy signs (www.handysigns.it)
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