Quest’anno abbiamo partecipato alla Rome Future Week, un appuntamento che in poco tempo è diventato un riferimento per chi lavora su innovazione, trasformazione e nuovi linguaggi, con una forte attenzione al dialogo tra comunità professionali e pubblico.

All’interno della settimana abbiamo ideato e organizzato un incontro dal titolo “Le mutazioni della comunicazione”, in coerenza con il tema guida dell’edizione e con ciò che, come Theorema, abbiamo attraversato in oltre vent’anni di attività nei campi della comunicazione istituzionale, culturale e d’impresa. 

L’obiettivo non era proporre una lezione frontale, ma creare uno spazio di confronto: una conversazione a più voci, accessibile e concreta, capace di mettere in relazione esperienze diverse e di far emergere domande utili. L’evento si è svolto sabato 20 settembre alle ore 18:30 e ha avuto un elemento che per noi è stato determinante: il dialogo con il pubblico. Le domande, le osservazioni e i rimandi emersi durante l’incontro hanno arricchito il confronto, trasformandolo in un momento di ascolto reciproco. In un tempo in cui la comunicazione cambia rapidamente, questo scambio diretto è parte della qualità del lavoro: aiuta a leggere meglio i contesti e a distinguere i trend superficiali dalle trasformazioni reali.

Un contributo rilevante è arrivato anche dalle contaminazioni nate dall’intreccio dei punti di vista dei relatori coinvolti. In particolare, il dialogo tra Vincenzo Filetti (partner di Theorema), Filippo Giustini (Design Strategist di Marketing Toys e co-fondatore di Marchisoro HUB) e Guido Fabbri (esperto di comunicazione e tecnologie, ideatore e organizzatore di startup competition) ha portato prospettive complementari: dal design dei servizi e dei processi comunicativi alle implicazioni tecnologiche, fino alle dinamiche di innovazione e sperimentazione che emergono nei contesti imprenditoriali e nelle community. Ne è nato un confronto ricco, in cui linguaggi e approcci differenti si sono intrecciati in modo naturale, offrendo letture utili e applicabili.

A chiusura dell’incontro, abbiamo scelto un momento più leggero ma coerente con il tema: un DJ set, perché anche la musica è un linguaggio collettivo e, come ogni linguaggio, evolve con il tempo e con le generazioni, riflettendo trasformazioni culturali che spesso anticipano quelle della comunicazione “professionale”.

La partecipazione alla Rome Future Week ha confermato il valore di occasioni come questa: spazi in cui la comunicazione si discute non in astratto, ma nella sua dimensione viva, fatta di pratiche, responsabilità, sperimentazioni e confronto pubblico.

 

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