Le nostre regole per l’IA: il decalogo di Theorema
L’intelligenza artificiale è entrata stabilmente nel modo in cui le organizzazioni lavorano, producono contenuti, analizzano informazioni e supportano le decisioni. Anche per noi l’AI rappresenta una leva importante di evoluzione professionale: può accelerare alcune attività, migliorare la gestione delle informazioni, supportare la ricerca, aiutare nella strutturazione dei documenti e offrire nuovi strumenti di analisi.
Ma proprio perché l’AI è uno strumento potente, abbiamo scelto di non trattarla come una semplice tecnologia da adottare. Abbiamo deciso di governarla.
Per questo abbiamo definito un decalogo interno sull’utilizzo dell’AI, allegato alla nostra policy aziendale, che raccoglie i principi essenziali a cui ci atteniamo nell’uso degli strumenti di intelligenza artificiale. Non si tratta di un elenco formale di divieti, ma di una guida operativa pensata per orientare comportamenti, decisioni e responsabilità.
Il nostro obiettivo è chiaro: utilizzare l’AI in modo utile, sicuro, trasparente e coerente con il livello di qualità che i nostri clienti si aspettano da Theorema.
L’AI come alleato, non come sostituto
Nel nostro approccio, l’intelligenza artificiale non prende il posto della competenza professionale. La affianca. Consideriamo gli strumenti AI come supporti al lavoro umano, non come sostituti del giudizio, dell’esperienza e della responsabilità delle persone. Un output generato da un sistema di AI non è mai, di per sé, un risultato finale. È una base di lavoro, una proposta, un’elaborazione preliminare che deve essere letta, compresa, verificata e, quando necessario, corretta.
Questo principio è centrale nel nostro modo di lavorare. In Theorema la decisione finale resta sempre umana. La responsabilità redazionale, tecnica, consulenziale e professionale rimane in capo alle persone che seguono il progetto e conoscono il contesto del cliente.
Strumenti autorizzati e utilizzi consapevoli
Un altro elemento fondamentale del nostro decalogo riguarda la scelta degli strumenti. In ambito professionale non utilizziamo qualunque applicazione disponibile sul mercato, ma solo soluzioni valutate e autorizzate a livello aziendale.
Questa scelta risponde a un’esigenza precisa: l’AI deve essere inserita in un perimetro governato, coerente con le nostre policy, con gli obblighi contrattuali verso i clienti, con la protezione dei dati e con i presidi di sicurezza delle informazioni.
Gli strumenti AI non sono equivalenti tra loro. Cambiano le condizioni di utilizzo, le modalità di trattamento dei dati, i livelli di sicurezza, le impostazioni disponibili, le garanzie contrattuali e il grado di controllo offerto all’organizzazione. Per questo adottiamo esclusivamente tool in versione business, valutati e licenziati a livello aziendale.
La tutela delle informazioni è uno dei punti più sensibili nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale.Nel nostro decalogo abbiamo fissato una regola netta: nei prompt non devono essere inseriti dati personali identificativi, informazioni riservate, segreti aziendali o dati dei clienti.
Il prompt non è uno spazio neutro. È un ambiente in cui possono transitare informazioni, istruzioni, contenuti e contesti aziendali. Per questo lo trattiamo come parte del sistema di gestione delle informazioni, non come una semplice interazione informale con uno strumento digitale. L’AI può essere utile solo se il suo utilizzo non compromette riservatezza, integrità e controllo delle informazioni.
Verifica degli output: il contenuto plausibile non basta
Uno dei rischi principali dei sistemi generativi è la loro capacità di produrre testi molto convincenti anche quando il contenuto non è corretto.
Per questo, nel nostro modello, ogni output deve essere verificato prima di qualsiasi utilizzo professionale. La verifica riguarda l’accuratezza fattuale, la coerenza normativa, la pertinenza rispetto al contesto, l’assenza di distorsioni e la qualità complessiva del risultato.
La qualità dei prompt come competenza professionale
Abbiamo incluso nel nostro decalogo anche un principio dedicato alla qualità dei prompt. Per noi, la capacità di costruire prompt efficaci è parte dell’AI literacy. Non è una competenza meramente tecnica, ma una competenza professionale che richiede chiarezza, consapevolezza degli obiettivi, conoscenza del contesto e capacità di valutare criticamente il risultato.
Trasparenza verso i clienti
Nel nostro approccio, l’utilizzo dell’AI deve essere compatibile con il rapporto fiduciario che costruiamo con i clienti. Per questo prevediamo che i contratti includano una clausola sull’uso dell’intelligenza artificiale e che, quando un deliverable sia stato prodotto con un supporto significativo dell’AI, tale circostanza venga indicata. Essere trasparenti significa chiarire il metodo di lavoro, distinguere il contributo dello strumento dalla responsabilità del professionista e garantire al cliente piena consapevolezza del processo seguito.
Proprietà intellettuale e uso professionale degli output
Gli output prodotti con il supporto dell’AI richiedono attenzione anche sotto il profilo della proprietà intellettuale. Prima di utilizzare un contenuto in ambito commerciale o professionale, valutiamo il grado di contributo creativo umano, le condizioni di licenza dello strumento utilizzato e il rischio di somiglianza con contenuti di terzi. Per questo l’adozione degli output avviene sempre all’interno di una valutazione professionale, coerente con la destinazione del contenuto e con il contesto in cui sarà utilizzato.
Formazione continua e responsabilità individuale
L’ultimo elemento del nostro approccio riguarda la formazione. Investiamo nell’AI literacy perché l’uso corretto dell’intelligenza artificiale richiede competenza reale.. La responsabilità individuale è parte della governance complessiva e la formazione continua ci consente di mantenere aggiornate competenze, comportamenti e presidi, in un contesto tecnologico che evolve rapidamente.
Un decalogo per rendere l’innovazione governabile
Il decalogo sull’utilizzo dell’AI rappresenta per noi uno strumento concreto di governance: crediamo che l’intelligenza artificiale possa generare valore solo se inserita in un sistema fatto di regole, responsabilità, formazione e controllo!
Immagine in evidenza elaborata con GPT-5.5.
RATING DI LEGALITÀ
Abbiamo ottenuto da AGCM (Autorità garante della Concorrenza e del Mercato) l’attribuzione del Rating di Legalità, con un punteggio pari a ★★, a comprova del livello di attenzione all’etica e alla legalità della Società.
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