Inspire Day 2026

(Milano, 29-30 dicembre 2026)

Abbiamo partecipato a Inspire Day, l’evento italiano dedicato a LinkedIn, con l’obiettivo di ascoltare, osservare e confrontarci con professionisti che lavorano quotidianamente sulla comunicazione digitale, sui contenuti e sulle trasformazioni in atto nelle organizzazioni. Due giornate dense, molto diverse tra loro, ma accomunate da un elemento chiave: la conferma che LinkedIn è ormai uno strumento strutturale nei processi di comunicazione, non più solo un canale accessorio o sperimentale.

Se dovessimo sintetizzare la prima giornata in una parola, sarebbe autenticità.
Un termine emerso trasversalmente nei panel e negli interventi, spesso affiancato a un altro concetto fondamentale: autorevolezza.

Non sono emerse “ricette magiche” né promesse sull’algoritmo – ed era giusto così. Il valore degli interventi è stato piuttosto nel ribadire alcuni principi che, nel lavoro quotidiano, fanno la differenza:

  • centralità della cultura aziendale;

  • coinvolgimento reale delle persone;

  • rifiuto delle scorciatoie, dall’automazione spinta all’uso superficiale dell’AI;

  • attenzione alla qualità dei contenuti, all’ascolto e alla competenza.

Interessante anche il confronto sul rapporto tra organico e paid: sponsorizzare non contenuti autoreferenziali, ma contenuti utili, divulgativi, formativi. Un passaggio che riguarda direttamente il modo in cui le aziende concepiscono la propria presenza su LinkedIn.

Un altro elemento emerso con chiarezza riguarda il peso ancora prevalente dei profili personali rispetto alle pagine aziendali. Se da un lato questo riflette lo stato attuale della piattaforma, dall’altro apre una riflessione: le pagine aziendali possono e devono diventare spazi di conversazione, non semplici vetrine.

Un tema che, soprattutto per imprese e Pubbliche Amministrazioni, meriterebbe ancora più spazio nei prossimi appuntamenti.

La seconda giornata ha ribaltato alcune percezioni iniziali. Se il primo giorno l’intelligenza artificiale sembrava restare sullo sfondo, il secondo giorno ha mostrato un approccio molto più concreto e maturo.

Due masterclass su tre hanno affrontato il tema AI in modo operativo, condividendo esperienze reali di adozione e utilizzo, senza enfasi e senza demonizzazioni.

  • Analisi dei contenuti con l’AI: trasformare i dati in diagnosi di performance, costruire piani editoriali testabili, integrare strumenti AI nei processi decisionali quotidiani.

  • AI e generazione dei contenuti per le pagine aziendali: focus su tool, pratiche e modalità di utilizzo che aiutano a lavorare meglio, non semplicemente più velocemente.

  • Employee Advocacy: non un intervento tecnico sull’AI, ma un richiamo forte alla dimensione organizzativa e culturale della comunicazione, che resta centrale anche (e soprattutto) in presenza di tecnologie avanzate.

Il messaggio che emerge è chiaro: l’AI funziona quando è integrata nei processi, non quando è usata come scorciatoia.

Inspire Day ha confermato una convinzione che guida da tempo il nostro lavoro:
l’evoluzione della comunicazione non è una questione di strumenti, ma di metodo, competenze e governance.

LinkedIn diventa davvero strategico quando:

  • i contenuti sono autentici e coerenti;

  • l’AI è adottata in modo consapevole;

  • le persone restano al centro;

  • la comunicazione è pensata come processo continuo, non come somma di azioni isolate.

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